I volti della Confraternita: gli artisti Preraffaelliti
Nel settembre del 1848, sette giovani londinesi si riunirono in una stanza di Gower Street con un'idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: tornare alla verità della natura, prima che Raffaello insegnasse all'arte a idealizzare. Da quell'incontro nacque un movimento che avrebbe cambiato per sempre lo sguardo sulla pittura vittoriana.
Chi erano, davvero
Dante Gabriel Rossetti portava con sé la fiamma della poesia e un'ossessione per la bellezza femminile che avrebbe segnato ogni sua tela. John Everett Millais, il più precoce dei tre fondatori, univa una tecnica quasi fotografica a una sensibilità narrativa capace di commuovere anche i critici più severi. William Holman Hunt, forse il più fedele ai princìpi originari, cercava nella luce e nel dettaglio botanico una verità quasi religiosa.
Intorno a loro, una seconda generazione — Edward Burne-Jones, William Morris, John William Waterhouse — allargò l'orizzonte verso il mito, il simbolo, l'Arte come esperienza totale della vita quotidiana.
Radici e ricadute
Il loro sguardo si nutriva di fonti diverse e spesso inattese:
- La pittura italiana del primo Rinascimento, prima della "maniera"
- La letteratura medievale e arturiana
- Un rapporto quasi scientifico con la natura, ispirato da Ruskin
- Un'attenzione crescente verso il ruolo sociale dell'artista, che sfociò nel movimento Arts and Crafts
Ogni tela in mostra racconta un frammento di questa storia. Scopri le opere esposte e lasciati guidare dai volti e dai colori che hanno riscritto la pittura inglese.